L’industrial business engineering ha il pregio di rivoluzionare il modo di concepire l’organizzazione dell’azienda per essere nel mercato sempre di più tbtb, ossia “il meglio del meglio”. Infatti, cresce l’atteggiamento della leadership a vivere la produttività come un valore tangibile di continua replicabilità, ottimabilità e migliorabilità per la visione sfidante, eccessiva e rivoluzionaria perché la più utile ed unica per le persone.

Ad esso viene abbinata la parte lean thinking e industrial per utilizzare le buone tecniche sviluppate negli anni e utili a rendere più efficaci gli effetti della leadership. L’applicazione dei principi deve essere fatta in maniera corale coinvolgendo e motivando tutti i livelli dell’azienda, cosicché la produttività aziendale arrivi al mercato come esperienza la più perfetta e la più memorabile possibile creata dalla migliore squadra disponibile.

Ma quando possiamo affermare che la produttività aziendale è veramente ottimizzata?

4 parametri per misurare l’ottimizzazione della produttività aziendale

STANDARD DI PROCESSO 

È di fondamentale importanza, che in ogni settore dell’azienda tutte le persone abbiano sempre chiaro “cosa” debbano fare e “come” debbano comportarsi di fronte ad ogni possibile situazione. Fondamentale è il mettersi in gioco per il miglioramento continuo, ma ancora più importante è il codice di comportamento e le azioni che andranno svolte.

Infatti una cosa è lavorare secondo delle procedure standard, un’altra che tutti le conoscano o che le abbiano a disposizione in modo da accedervi in ogni momento della giornata. Questo non è importante solo perché di aiuto alle persone nel capire come svolgere un lavoro e quali sono le regole che lo governano per portarlo a termine correttamente, ma anche perché regole condivise ed esposte rafforzano il valore del lavoro svolto.

Per la massima utilità e per la massima produttività aziendale, questo standard devono rappresentare il modo più efficace ed efficiente conosciuto per svolgere una attività o per far avanzare un processo, senza rischio di commettere errori. Questi stessi documenti, qualunque forma abbiano devono mettere in evidenza anche i risultati attesi da questi processi, i parametri critici che vanno controllati e rispettati e non da ultimo il livello di precisione che ci si aspetta da questo lavoro.

COMUNICAZIONE

Il flusso del valore passa oltre che da un corretto flusso di materiali anche da un corretto flusso di informazioni sia in entrata che in uscita e quindi da una corretta comunicazione. Questo aspetto è fondamentale per la buona riuscita di qualunque processo che coinvolge una squadra di persone che devono lavorare sincronizzate come all’interno di un’orchestra.

È importante quello che rivestono per la buona riuscita della comunicazione i momenti costruttivi di confronto tra le persone. Momenti in cui si devono condividere i successi ed analizzare i problemi sulla base di dati raccolti obiettivamente per poter generare i correttivi più idonei.

Le informazioni da scambiare sono finalizzate al miglioramento del processo stesso, quindi devono coinvolgere la squadra direttamente responsabile del processo, ma anche le funzioni che con questo processo interagiscono, di particolare rilievo è la collaborazione tra i vari Dipartimenti e le varie funzioni, infatti la produzione non può lavorare ad esempio in maniera indipendente dalla funzione acquisti, dalla parte commerciale o dalla funziona amministrativa.

ANALISI DEI MUDA

La dispersione di energia vitale nei processi dell’azienda si evidenza attraverso varie forme e modi, che di fatto sono gli sprechi, o “muda” come vengono chiamati in giappone, che normalmente sono difficilmente identificabili perché la convivenza in azienda esiste da troppo tempo e ormai fanno parte della quotidianità.

Senza un addestramento adeguato non è facile riconoscerli, e soprattutto eliminarli con successo. Esistono 8 categorie di spreco codificate a cui si possono ricondurre tutte le attività non a valore aggiunto, ed in ogni ambiente lavorativo c’è la presenza di almeno una di queste che fa in modo che l’efficienza del lavoro sia ridotta.

All’inizio dove non esiste la virtuosa abitudine a riconoscerli è solo una forma di percezione che non ti permette di lavorare correttamente, non ti lascia soddisfatto, ma non avendo una misurazione che dia dati coerenti non è possibile averne la certezza.

DEFINIRE I PROCESSI PRODUTTIVI

Per ogni processo aziendale è sempre definito cosa c’è in ingresso e cosa ci dobbiamo aspettare all’uscita in funzione di come il processo strutturato. Parliamo sia di processi produttivi classici, ma anche di processi amministrativi, anche conosciuti come office. Quindi anche gli indicatori che ne devono dare una rappresentazione nel tempo devono essere ben definiti.

Ricordiamo che solo ciò che è misurabile, migliorabile, pertanto i kpi (key performance indicators) devono rappresentare numericamente i parametri salienti del processo in esame.

Confronto oggettivo con la realtà per la produttività aziendale

Partendo da queste metriche ben definite e soprattutto rilevabili, possiamo rappresentare l’evoluzione del risultato ad esempio in termini di velocità, produttività, qualità ma tutto sarebbe decisamente inutile se tutto questo venisse nascosto in un sistema informatico, a disposizione di pochi oppure stampato e messo in fondo a un cassetto passo importante l’utilizzo del visual management, delle rappresentazioni grafiche, dei tabelloni diarea per mettere a disposizione di chiunque ne abbia bisogno dei dati aggiornati nel modo più tempestivo possibile per poter valutare in ogni momento, in modo semplice l’andamento delle operazioni.  

Quindi il primo passo per poter ottimizzare la produzione è quello di confrontarsi in maniera tangibile ed oggettiva con la realtà che viviamo all’interno del nostro sistema impresa, dando una misurazione di efficienza ed efficacia sui 4 parametri elencati.

È così che riusciamo a capire quali sono oggi i principali margini di miglioramento da implementare per e con l’organizzazione ed ottenere quella produttività aziendale ottimizzata che oggi permette alle imprese di ridurre i costi e garantirsi marginalità dall’interno per l’autofinanziamento all’innovazione radicale per essere impresa tbtb (the best of the best).

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